I Caaf migliorano il sistema: ecco perchè

Il testo della ricerca (link)

Il ruolo dei Centri di assistenza fiscale è sempre più centrale per i cittadini italiani. Nel 2013 le pubbliche amministrazioni, rivolgendosi ai Caf, hanno realizzato un risparmio di oltre 310 milioni di euro. Nella ricerca "Il valore creato dai Caf", realizzata dalla Consulta dei Caf, emerge con chiarezza il valore aggiunto dei Centri rispetto alle altre forme di assistenza fiscale.

Nell'ambito dell'indagine, i contribuenti che si rivolgono ai Caf spiegano i motivi della loro scelta. E indicano alcune ragioni per cui l'assistenza conviene. Prima di tutto, c'è garanzia di correttezza e legalità fiscale: i cittadini che si rivolgono al Caf sono oggetto di un primo controllo fiscale da parte dell'operatore, che verifica la conformità della documentazione presentata ed esclude tutte le richieste non in regola. Ciò ha ovviamente anche un effetto positivo diretto per il Fisco, sull'evasione.

I NUMERI: COSTI E BENEFICI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Le pubbliche amministrazioni interessate erogano compensi commisurati all'attività svolta, secondo tariffe fissate da apposite convenzioni. Nel periodo preso in esame dell'indagine (2003-2013) i compensi complessivamente erogati ai Caf dal ministero dell'Economia sono passati da 138 a 246 milioni di euro all'anno, con un aumento del 61% al lordo dell'inflazione. Nello stesso periodo, la produzione è aumentata 68%, passando da 10,6 a 18 milioni di 730 compilati. Calcolando l'inflazione media annua, e il tasso composto di tutto il decennio, l'aumento reale dei compensi è stato del 38%, ovvero poco più della metà dell'aumento della produzione.

Il compenso medio per pratica è passato dai 14,33 euro del 2003 ai 14,00 euro del 2013, toccando una punta del 17,34 nel 2011. Alla decurtazione media del 21% va aggiunta l'ulteriore erosione dell'inflazione non recuperata negli ultimi due anni, per una diminuzione complessiva in termini reali del 25,3%.

In particolare, i compensi erogati dall'Inps sono: per la gestione delle pratiche Isee (circa 6,5 milioni nel 2013 compenso variabile in base ai componenti del nucleo familiare da 8,00 a 13,20 € a pratica; per la gestione dei modelli Red (circa 2,8 milioni nel 2013) compenso differenziato per tipo di pratica, che varia da 3,70 a 9,60 € a pratica; per la gestione delle dichiarazioni di responsabilità relative all'invalidità civile e alla pensione sociale (circa 1,8 nel 2013) compenso di 6,88 € a pratica; per i Cud scaricati dal sito dell'Inps ed usati a fini fiscali (circa 7 milioni) i Caf non hanno percepito alcun compenso. Gli importi tengono conto della decurtazione del 20% operata dall'Inps nel 2012. Tutti i servizi vengono erogati gratuitamente ai cittadini, l'unico compenso percepito dai Caf è quanto riconosciuto dall'Inps.

In totale, nel 2013, l'Agenzia delle Entrate e l'Inps hanno erogato ai Caf una cifra pari a 416.581.562 di euro, come corrispettivo per 29.814.005 prestazioni. La media è 13,97 euro a pratica. Secondo la stima effettuata dalla Consulta dei Caf, i Centri per produrre queste prestazioni i Caf hanno sostenuto costi pari a circa 727.000.000 euro per una media di 24,39 € a pratica. Le pubbliche amministrazioni hanno realizzato un risparmio di oltre 310 milioni di euro. In conclusione, tutto questo dimostra che negli anni i CAF hanno prodotto un numero maggiore di pratiche, con crescenti complessità, a fronte di compensi calanti e quindi con minori costi per la spesa pubblica.

SPORTELLI SOCIALI PER GLI UTENTI

Il lavoro del Caf ha poi consentito l'informatizzazione dei servizi fiscali. I Centri hanno permesso di automatizzare tutti i processi, che sarebbe stato impossibile nel rapporto diretto con i contribuenti, spesso in difficoltà a relazionarsi con la pubblica amministrazione per via telematica. I dati dell'Ocse hanno assegnato all'Italia il primato mondiale per l'informatizzazione dei servizi fiscali, che senza i Caf non sarebbe stato possibile.

L'Inps ha compiuto la scelta di esternalizzare la ricezione telematica di alcune pratiche (Red, Isee, Icric), lasciando la possibilità al contribuente di relazionarsi con l'Istituto attraverso una convenzione con i Caf. I Centri, dunque, sono stati individuati come "sportelli sociali" in grado di reggere l'urto di milioni di utenti. Da qui l'assegnazione di pratiche seriali e massive, che permette all'Inps di dedicarsi alla propria missione e svolgere meglio il ruolo dell'Istituto. Con questo sistema, l'Inps realizza anche una serie di guadagni: tra questi c'è il risparmio sulle spese postali e il risparmio sul costo del lavoro.

FLESSIBILITA' E RISPOSTE VELOCI

Fondamentale anche l'aspetto della flessibilità organizzativa e capacità di risposta. Il sistema dei Caf, infatti, è molto flessibile e fornisce risposte rapide, di fronte al continuo cambiamento normativo che caratterizza il fisco italiano. Vale come esempio la tassa sulla casa: in occasione dell'entrata in vigore dell'Imu, poi divenuta Tasi, i Caf hanno fornito assistenza a tutte le richieste anche con pochi giorni a disposizione.

La pubblica amministrazione ne guadagna in ritorno d'immagine. Da quanto esistono i Caf, l'immagine dell'amministrazione è migliorata presso i cittadini, che sono portati a identificare i Caf come uno sportello virtuoso dello Stato. Inoltre, la riduzione dei margini di errore ha portato a una diminuzione dei contenziosi e dei costi a carico dei cittadini.

Insomma, i Caf si sono affermati come elemento essenziale per promuovere la cultura della legalità fra i cittadini e mitigare l'impatto della turbolenza normativa sui contribuenti. In generale, i Centri migliorano l'efficienza del sistema, con un differenziale di costi significativo fra la gestione diretta dei servizi e la gestione esternalizzata ai Caf.

 

Annullamento/riduzione secondo acconto

 

 

I lavoratori dipendenti e/o pensionati possono comunicare entro il 30 settembre al proprio datore di lavoro o ente pensionistico eventuali riduzioni o annullamenti della "seconda o unica rata di acconto" rispetto a quella indicata nel modello 730.

Per tale adempimento non è previsto un modulo Ministeriale. Per facilitare tale adempimento abbiamo predisposto un modello annullamento secondo acconto da utilizzare per comunicare l'annullamento dell'acconto al proprio sostituto d'imposta (azienda o ente pensionistico).

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